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Seconda guerra greco-persiana

La seconda guerra greco-persiana è in realtà una naturale continuazione del primo conflitto. Alla morte del re Dario, avvenuta nel 486 a.C., sale sul trono della Persia il figlio Serse che inizia immediatamente i preparativi per una seconda spedizione contro la Grecia. Il nuovo esercito conta oltre 200 mila soldati e una flotta stimata intorno alle 700 navi. Nel 480 a.C. attraversa l'Ellesponto con un ponte di barche. L'esercito spartano guidato da Leonida lo affronta nella battaglia delle Termopili. La supremazia militare persiana si impone contro i greci che sono sconfitti e sopraffatti nonostante una strenua resistenza. Dopo la vittoria alle Termopili l'esercito persiano si incammina verso la conquista di Atene. L'arconte della città, Temistocle, decide però di abbandonare la città ed evacuare la popolazione ateniese verso l'isola di Salamina. All'arrivo dei persiani la città di Atene viene distrutta ma è vuota ed indifesa.

Battaglia di Salamina

Quella che sembra agli occhi dei persiani una fuga è invece una efficace strategia difensiva di Temistocle. Vista la superiorità militare persiana sulla terra l'arconte ateniese sposta il campo di battaglia sul mare davanti al Pireo. Avuta notizia che gli ateniesi si sono rifugiati sull'isola di Salamina, i persiani decidono di inseguirli sul mare cadendo nella trappola di Temistocle. I fondali del braccio di mare greco sono bassi e l'imponente flotta persiana si trova in difficoltà a manovrare ed è facile preda della flotta greca che, oltre ad essere composta da navi più piccole e più agili, ha dalla sua parte la profonda conoscenza del mare locale. La flotta di Serse viene così duramente sconfitta dalla flotta ateniese nella battaglia navale di Salamina ed i persiani sono costretti a ritirarsi dall'Attica in Tessaglia.

La sconfitta persiana

Dopo essere stati sconfitti nella battaglia di Salamina i persiani cercano di riorganizzare le proprie forze per difendere i territori occupati nella penisola greca ed attendere i rinforzi dalla Persia. I greci non lasciano però agli invasori il tempo di organizzare una terza spedizione. Nella battaglia di Platea l'esercito greco guidato dallo spartano Pausania sconfigge i persiani sul campo. Contemporaneamente la flotta ateniese sconfigge quella persiana nella battaglia navale di Micale, liberando le isole egee dall'occupazione persiana. Nel 479 a.C. i persiani sono definitivamente sconfitti dalla lega ateniese e spartana (lega panellenica). Si conclude così la seconda spedizione persiana in Grecia.

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