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Museo di Arte Sacra di Massa Marittima

Il Museo di Arte Sacra di Massa Marittima, inaugurato nel 2005, riunisce in un unico contenitore – il Convento di San Pietro all’Orto, opere significative dei periodi più importanti della storia religiosa e civile della città. Grazie alla Grazie alla disponibilità della Diocesi di Massa Marittima-Piombino, il Museo può contare sul prestito temporaneo di prestigiose opere di proprietà delle chiese del centro urbano, a cominciare dalla Cattedrale, oltre che di opere concesse in deposito dalla Soprintendenza di Siena e Grosseto.

Le opere presenti nel Museo d’Arte Sacra consentono di ripercorrere alcuni dei momenti più importanti della storia di quest’insediamento urbano: dai tempi della costruzione della cattedrale (fine del XII inizi del XIII secolo), alla fase del consolidamento del potere comunale (XIII e XIV secolo) nei suoi alterni legami con i centri egemoni di Pisa e di Siena, fino al declino (XVI secolo).

Nella prima sala a piano terreno sono esposti vari frammenti lapidei scolpiti - capitelli, mensole e pinnacoli - che risalgono ai secoli XII e XIII. Una frammentaria acquasantiera, con i Simboli degli evangelisti Marco e Matteo, manifesta i carattere stilistici di Giroldo di Jacopo da Como. Sono inoltre presenti dieci rilievi in alabastro grigio, provenienti dalla cattedrale, che potrebbero aver fatto parte del pontile dell’antico presbiterio e che raffigurano gli Apostoli e alcune Scene sacre.

La seconda sala è dedicata alla scultura gotica senese e pisana prodotta fra la fine Duecento e gli inizi del Trecento. L’intera parete di fondo è occupata dalla parziale ricostruzione del coronamento della facciata della cattedrale, ottenuta grazie ai calchi di due Leoni, di tre colonne e di una cornice marcapiano. Il contesto architettonico permette di comprendere provenienza e funzione delle tre sculture originali (Telamone, Grifo e Cavallo) dovute a Giovanni Pisano. Nella stessa sala è possibile vedere a confronto il Crocifisso ligneo dipinto di Giovanni Pisano e l’importante Croce di Andrea Pisano e soci, sbalzata in argento e decorata da figurazioni coperte di smalti traslucidi. Vi sono esposte inoltre undici statuette marmoree di Apostoli, Profeti e Santi. Otto di queste sculture sono perfettamente coerenti con la produzione del senese Gano di Fazio, mentre nelle restanti tre si distingue la responsabilità di un capace alter ego, che potrebbe identificarsi nel maestro Camaino di Crescentino, padre del più famoso Tino.

La terza sala del piano terreno è dedicata a Pietro e Ambrogio Lorenzetti. In alto sulla parete di fondo, in modo da alludere all’originaria collocazione, è sistemata una vetrata circolare raffigurante il Crocifisso, derivata da un cartone di Pietro Lorenzetti, che utilizzò anche per un'altra vetrata oggi conservata a Monticiano. In una vetrina sottostante sono esposte tre importanti oreficerie gotiche della cattedrale: un fermaglio di piviale, raffigurante San Cerbone, un Reliquiario contenente un dito di quel santo, un Reliquiario di Goro di Ser Neroccio. Nella parete adiacente si trova la Maestà di Ambrogio Lorenzetti, un grande dipinto su tavola che fu eseguito fra quarto e quinto decennio del Trecento per l’altare della chiesa di Sant’Agostino o di San Pietro all’Orto.

a quarta sala è dedicata all’arte del Quattrocento. Nella prima parte sono esposte testimonianze pittoriche della prima metà del secolo: l’affresco staccato del “Maestro di Monticiano” con Due donne oranti, frammento di una figurazione sacra proveniente dalla cattedrale; l’Angelo annunciante di Stefano di Giovanni detto il Sassetta, cuspide di una grande pala d’altare; i resti di una piccola pala d’altare di Sano di Pietro, con la Presentazione di Gesù al Tempio. In sintonia con questi prodotti della cultura tardogotica senese si rivelano i due Angeli portacero lignei di Domenico di Niccolò, che dovettero arredare un altare della cattedrale. Al centro della sala sono collocate due grandi lastre marmoree figurate, che appartenevano rispettivamente alla tomba di Antonio di Francesco da Massa († 1430), vescovo di Massa Marittima e Populonia, e a quella di fra’ Michele Beccucci da Massa († 1479), teologo agostiniano. La prima è opera di un fine scultore tardogotico senese, prossimo alla maniera di Jacopo della Quercia; la seconda è un tipico prodotto della lunga attività svolta a Siena da Urbano da Cortona, allievo di Donatello. Su un’altra parete è esposta l’Adorazione del Bambino con i Santi Antonio da Padova e Bernardino, che fu dipinta da Pietro di Francesco Orioli, uno dei più importanti maestri rinascimentali della scuola senese. È conservato in questa sala anche un Apostolo in terracotta policromata, opera dello scultore volterrano Zaccaria Zacchi. Nella vetrina è esposta una raccolta di maioliche, fra le quali spiccano due rari e grandi Albarelli da farmacia, prodotti a Siena all’inizio del Cinquecento.

Nella quinta sala una vetrina ospita libri di coro miniati, vasi e arredi utilizzati per le diverse funzioni liturgiche, prodotti dal XV al XIX secolo, mentre l’altra vetrina contiene alcuni paramenti, tra i quali una straordinaria Pianeta figurata della fine del Quattrocento.

Museo di Arte Sacra di Massa Marittima

Corso Diaz, 36 - San Pietro all'Orto – Massa Marittima

Orario: Invernale: 11.00-13.00; 15.00-18.00

lunedì chiuso

Estivo: 10.00-13.00; 15.00-18.00

Tel: +39 0566 901954

Ingresso:

Intero: € 5.00

Ridotto: €3.00

Sito Internet:

www.massamarittimamusei.it/artesacra

e-mail:

info@coopcollinemetallifere.it

30 / 05 / 2008




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