Museo del Brigante di Sonnino Nel Museo del Brigante di Sonnino la storia del brigantaggio nell’Ottocento viene raccontata con disegni e stampe, editti dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli contro i ladroni e altri documenti. Viene ricordata in particolare la figura del brigante più famoso del basso Lazio: Antonio Gasbarrone.
Antonio Gasbarrone nacque a Sonnino nel 1793, originario di una famiglia di pastori e orfano di entrambi i genitori a 15 anni, si avviò al banditismo nel 1814 con l’uccisione del fratello della donna che aveva chiesto in moglie e che gli era stata rifiutata. Dapprima al seguito di un brigante calabrese, e poi capo della propria banda, egli visse alla macchia fino al 1825, quando, persuaso da un prelato di Sezze decise di consegnarsi allo stato della Chiesa, nella speranza di beneficiare presto di un’amnistia. Rimase in carcere fino al 1870, quando con l’Unità d’Italia venne finalmente liberato. La fama di Gasbarrone varcò i confini dell’Italia prima ancora della sua morte, e si costruì intorno alla sua figura una nomea duratura, che lo ha fatto divenire uno dei più noti fuorilegge della storia.
Tra le stampe esposte nel museo si possono osservare quelle del famoso incisore Bartolomeo Pinelli (1781-1835) che ai briganti dedicò la serie intitolata appunto "Briganti" e gli originali degli Editti dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli contro i fuorilegge.
Museo del Brigante
Via Fienile, frazione Capocroce – Sonnino
Tel: +39 077398039
07 / 05 / 2008
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